Introduzione alla strenna 2019

Carissimi/e

Con questo numero di dicembre si conclude un anno nel corso del quale lo “speciale “ della nostra rivista è stato dedicato alla chiamata a vivere e testimoniare la santità nel mondo contemporaneo.

Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica Gaudete et Exultate scrive che la santità nel mondo contemporaneo può essere alla portata di tutti i battezzati.

In questo numero – strenna troverete una serie di scritti che hanno lo scopo di tenere vivo il ricordo di Collaboratori Familiari del Clero che con la loro vita ci hanno lasciato segni di santità. Il Papa usa l’espressione “santi della porta accanto” per definire “la santità nel popolo di Dio paziente”.

Troverete molte testimonianze di questa particolare santità nel mondo di oggi, vi accorgerete che da un testo all’altro ricorrono tratti comuni, un medesimo modo di vivere il Vangelo nella   quotidianità della vita che caratterizza persone per certi aspetti anche molto diverse tra loro, come diversi sono i contesti da cui provengono.

Un tratto comune è l’assiduità nella preghiera, nella partecipazione quotidiana alla Messa, nella fede vissuta come abbandono fiducioso e docile alla volontà e alla Provvidenza divine.  Come scrive Anna Cavazzuti, ricordando Maria Pia Spadoni, “ senza una profonda vita di fede, senza vita di preghiera personale, rischiamo di essere persone che semplicemente fanno delle cose, seppur buone e necessarie”.

Infatti i Collaboratori Familiari sono persone che “fanno delle cose”. Nei testi  si potranno notare tante forme diverse di servizio ai sacerdoti e alle comunità, sia da parte dei familiari di “sangue”, che hanno dedicato la vita a un loro congiunto sacerdote, sia da parte di persone che hanno sentito il desiderio di servire la Chiesa attraverso i suoi ministri. In tutte le testimonianze emergono le premure e l’affetto con cui tanti sacerdoti sono stati accolti e accompagnati.

Si tratta di un servizio che richiede capacità di attenzione all’altro e di ascolto, generosità, riservatezza e discrezione, doti che si ritrovano in tutte le esperienze di vita qui raccontate.  Questi fratelli e sorelle ci parlano della scelta di donarsi agli altri, della felicità di far stare bene gli altri. Dunque, si tratta anche della carità, specialmente a favore dei poveri e degli ammalati.

Non fa meraviglia che tra i familiari collaboratori il numero delle donne sia prevalente.  I motivi sono spiegati molto bene nel testo che ricorda Elena Daresi, citando una sua intervista del 2005, nella quale ritroviamo un profumo di cose antiche allorché salta fuori il  termine  perpetua, oggi non più usato, grazie al riconoscimento della complessità del ruolo di chi affianca un sacerdote, ruolo che non si identifica più con quello di una collaboratrice domestica e che probabilmente non è mai stato soltanto questo anche nel passato.

Papa Francesco, sottolineando la specificità del “genio femminile”, ricorda “tante donne sconosciute o dimenticate le quali, ciascuna a modo suo, hanno sostenuto e trasformato famiglie e comunità con la forza della loro testimonianza”( Gaudete et Exultate n. 12) Le donne di cui leggerete sono proprio così: hanno saputo offrire “la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trovavano”.

Lo speciale, che conclude questo anno e che vi offriamo in occasione del Santo Natale, non contiene “modelli di santità che appaiono irraggiungibili” e perciò scoraggianti, ma “testimonianze che sono utili per stimolarci e motivarci”, per farci discernere la nostra strada, per fare emergere il meglio di noi, come scrive il Papa (Gaudete et Exultate n. 11).

 

A tutti un augurio di buona lettura e buon Natale.

Brunella