Regolamento

 

REGOLAMENTO

DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE

COLLABORATORI FAMILIARI DEL CLERO

 

Norme applicative dello Statuto dell’Associazione nazionale Collaboratori Familiari del Clero

 

  1. CONSIGLIO NAZIONALE

Art. 1 – Alle riunioni del Consiglio nazionale partecipano tutti coloro che ne hanno diritto per Statuto. Ad essi dovrà essere inviata nei tempi stabiliti tanto la convocazione che il materiale necessario a predisporre una partecipazione costruttiva ed efficace.

Gli Assistenti ecclesiastici, a norma di Statuto, continueranno a non disporre del diritto di voto; i loro interventi dovranno comunque essere verbalizzati.

Spetta al moderatore dell’assemblea far sì che tali interventi non snaturino l’equilibrio contenutistico e operativo dei lavori del Consiglio.

Art. 2 – Il Consiglio nazionale si ritiene validamente costituito qualunque sia il numero dei presenti; in caso di votazioni si richiede la maggioranza degli aventi diritto al voto, anche per delega.

 

A – PRESIDENTE NAZIONALE

 

Art. 3 – Ai ruoli guida dell’Associazione nazionale, Presidente e vice presidente, possono essere eletti sia Coordinatori regionali, che eventuali altri Associati da loro proposti, che abbiano acquisito esperienza nell’Associazione; a questo proposito i Coordinatori regionali presentino eventuali nominativi nel Consiglio nazionale precedente le elezioni e comunque sei mesi prima della scadenza del Presidente in carica.

Art. 4 – L’elezione del Presidente si tiene con votazione a scrutinio segreto da parte dei membri del Consiglio nazionale che abbiano diritto al voto; fa parte del Collegio elettivo anche il Presidente nazionale uscente. È consentita ai Membri del Collegio elettivo la presentazione di un numero massimo di tre deleghe.

Art. 5 – Una volta verificata la validità del Collegio elettivo, risulta eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti nel primo scrutinio, o la maggioranza semplice nel secondo scrutinio (chi ha più voti); schede bianche, nulle e astensioni non partecipano al calcolo dei voti espressi.

Art. 6 – Tra le due votazioni può essere frapposto un opportuno spazio di tempo se la maggioranza del Collegio elettivo, a voto palese, su proposta di qualunque membro con diritto di voto, lo ritenga necessario. Non si superi comunque il tempo previsto per lo svolgimento dell’intero Consiglio nazionale.

Art. 7 – È necessario che l’avvenuta elezione venga accettata dall’eletto; se l’eletto è presente al Consiglio nazionale esprima la propria accettazione entro la chiusura del Consiglio. Se l’eletto non fosse presente al Consiglio nazionale, l’avvenuta elezione deve essere comunicata con mezzi rapidi ed efficaci (telefono, telegramma, email); l’accettazione deve essere comunicata al Presidente uscente entro la conclusione del Consiglio nazionale elettivo.

Art. 8 – Spetta al Presidente uscente presentare al Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I. il nuovo eletto, dopo aver preso atto dell’avvenuta accettazione dell’elezione.

Art. 9 – Il nuovo eletto assume in pieno le proprie funzioni dalla data della conferma della sua elezione da parte del Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I.

Art. 10 – Il Presidente neo eletto propone la persona da nominare per l’incarico di Vice Presidente. L’elezione del Vice Presidente si tiene con votazione a scrutinio segreto e può effettuarsi anche nel Consiglio nazionale successivo all’elezione del Presidente nazionale. Il nominativo del Vice Presidente nazionale non ha necessità di essere comunicato al Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I.

Art. 11 – Il Presidente nazionale sceglie, oltre al Segretario, anche l’Economo dell’Associazione. Le due funzioni possono essere ricoperte dalla stessa persona.

 

B – L’ASSISTENTE ECCLESIASTICO NAZIONALE

 

Art. 12 – Il Consiglio nazionale designa la rosa di nomi da proporre al Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I. per la nomina ad Assistente ecclesiastico nazionale.

Art. 13 – La rosa di nomi da presentare al Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I. per l’istituzione canonica del ruolo di Assistente ecclesiastico nazionale viene determinata per elezione con votazione a scrutinio segreto.

Art. 14 – Il Collegio elettivo per il proponendo Assistente ecclesiastico nazionale è formato dai membri di diritto del Consiglio nazionale cui si aggiungono, con diritto di voto solo per l’occasione, l’Assistente nazionale uscente e gli Assistenti regionali.

Art. 15 – La rosa di candidati a ricoprire il ruolo di Assistente ecclesiastico nazionale viene designata tra gli Assistenti regionali o eventuali altri Assistenti, o Sacerdoti esterni che abbiano dimostrato un’effettiva conoscenza degli scopi dell’Associazione e partecipazione alla vita associativa; essi devono essere segnalati dagli stessi Assistenti regionali o da Coordinatori regionali al Consiglio nazionale che precede quello elettivo nel quale si svolgono le elezioni.

Art. 16 – Le modalità e procedure elettive sono le stesse che per il Presidente nazionale.

Art. 17 – Spetta al Presidente in carica comunicare al Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I. la rosa di nomi di candidati a ricoprire il ruolo di Assistente ecclesiastico nazionale al fine di ottenerne l’istituzione canonica, dopo che si consti l’avvenuta accettazione della designazione elettiva.

Art. 18 – L’Assistente ecclesiastico nazionale ha facoltà di chiedere di essere affiancato da un Vice Assistente nazionale, scelto nell’ambito degli Assistenti regionali o diocesani. La designazione del Vice Assistente nazionale si tiene con voto palese da parte dei membri di diritto del Consiglio nazionale e degli Assistenti regionali, su proposta dell’Assistente nazionale.

Art. 19 Il nominativo del Vice Assistente nazionale non ha necessità di essere comunicato al Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I.

 

2. CONSIGLIO REGIONALE

 

A – COORDINATORE REGIONALE

 

Art. 20 – I Coordinatori regionali sono eletti tra i membri del Consiglio regionale e tra gli Associati da loro proposti, secondo le modalità, le procedure e i termini stabiliti per il Consiglio nazionale.

Art. 21 – Il Presidente diocesano, se impossibilitato a partecipare alla elezione del Coordinatore regionale, può delegare un membro del Consiglio diocesano a rappresentarlo con diritto di voto in sua vece; in questo caso il Presidente diocesano può lasciare al delegato la libertà di scelta, affidandosi alla sua discrezione e discernimento, oppure vincolarne l’azione con preciso mandato scritto.

 

B – L’ASSISTENTE ECCLESIASTICO REGIONALE

 

Art. 22 – Per la scelta e l’indicazione alla Conferenza Episcopale Regionale del nominativo dell’Assistente ecclesiastico regionale, il Consiglio regionale segua la procedura prevista per la nomina dell’Assistente ecclesiastico nazionale.

 

3. CONSIGLIO DIOCESANO

 

Art. 23 – I membri del Consiglio diocesano possono essere eletti dall’Assemblea diocesana dei Collaboratori Familiari del Clero o per voto palese o, suppletivamente, su presentazione di una lista di nominativi con la possibilità di esprimere un massimo di tre preferenze.

 

4. TERMINE DEGLI INCARICHI

 

Art. 24 – L’incarico, ad ogni livello, ha termine per scadenza del mandato o per dimissioni. Nel caso in cui chi ricopre un incarico sia assente, senza motivo giustificato a tre riunioni consecutive, decade dall’organo di cui è membro.

 

5. NORME OPERATIVE – LE ASSEMBLEE

 

Art. 25 – Il Consiglio nazionale è presieduto dal Presidente nazionale, il Consiglio regionale dal Coordinatore regionale; il Consiglio diocesano dal Presidente diocesano. In ogni caso, per tutti e tre i Consigli, il legittimo Presidente dell’incontro nella impossibilità di essere presente, è sostituito per il diritto stesso dal proprio Vice. In mancanza del Vice o di sua impossibilità, il Presidente provvederà a delegare per iscritto un altro membro del Consiglio.

Art. 26 – Il Consiglio nazionale e regionale sono convocati rispettivamente dal Presidente o dal Coordinatore, attraverso l’invio dell’O.d.g., almeno un mese prima dell’incontro; con l’O.d.g. devono essere comunicati anche gli elementi necessari ad una adeguata preparazione dei partecipanti per favorirne un lavoro più fruttuoso.

Art. 27 – L’O.d.g. del Consiglio nazionale è deciso dal gruppo di Presidenza.

Art. 28 – Le decisioni non elettive dei Consigli vengono prese a maggioranza.

Art. 29 – Il Consiglio nazionale e regionale devono tenere il registro dei verbali delle riunioni. Il verbale viene redatto dal Segretario o da un membro del Consiglio con funzione di segretario. Il verbale di ogni incontro deve essere approvato all’inizio della riunione successiva e trascritto sull’apposito registro custodito dal Segretario.

 

6. CAMBIAMENTO DEL REGOLAMENTO

 

Art. 30 – Il presente Regolamento può essere mutato dal Consiglio nazionale con votazione a maggioranza assoluta.

 

APPENDICE

 

Il Presidente Nazionale

 

  • Conosce e ama la vocazione e il ministero dei Collaboratori Familiari del Clero.
  • Accetta l’impegno di essere segno e strumento di unità per tutta l’Associazione, confidando unicamente nella grazia del Signore e nell’assistenza materna della Madonna, che contempla nel mistero dell’Annunciazione.
  • Cura la propria vita spirituale con la preghiera, la frequenza ai Sacramenti, l’approfondimento della propria fede.
  • Prega ogni giorno per l’Associazione affidando al Signore e alla Vergine dell’Annunciazione i Collaboratori Familiari e tutti i sacerdoti.
  • Arricchisce la vita di fede con la condivisione delle gioie e dei dolori della Chiesa e dei problemi e delle sofferenze di tutta l’umanità.
  • Accompagna il cammino dell’Associazione presiedendo il Consiglio Nazionale, segue l’attività delle varie regioni e si rende disponibile a partecipare ad incontri e convegni regionali o diocesani là dove è auspicata la sua presenza.
  • Si tiene in stretta collaborazione con l’Assistente nazionale e con i membri della Presidenza.
  • Cura, in vario modo, le relazioni con i singoli Collaboratori Familiari attraverso lo scritto, il telefono o in altri modi possibili, soprattutto in occasione delle feste liturgiche o in particolari circostanze della loro vita.
  • Cerca occasioni d’incontro con i Vescovi, in accordo con i Coordinatori gli Assistenti regionali e/o diocesani, perché nelle rispettive diocesi sia facilitata e sostenuta la vita dell’Associazione.
  • Si rende presente negli organismi ecclesiali a livello nazionale, come la Consulta Nazionale delle Aggregazioni laicali (CNAL), affinché l’Associazione ne sia partecipe.

Il Coordinatore Regionale

  • Conosce e ama la vocazione e il ministero dei Collaboratori Familiari del Clero.
  • Accetta l’impegno di essere segno e strumento di unità per tutta l’Associazione, confidando unicamente nella grazia del Signore e nell’assistenza materna della Madonna, che contempla nel mistero dell’Annunciazione.
  • Cura la propria vita spirituale con la preghiera, la frequenza ai Sacramenti, l’approfondimento della propria fede.
  • Prega ogni giorno per l’Associazione affidando al Signore e alla Vergine dell’Annunciazione i Collaboratori Familiari e tutti i sacerdoti.
  • Arricchisce la vita di fede con la condivisione delle gioie e dei dolori della Chiesa e dei problemi e delle sofferenze di tutta l’umanità.
  • Si sente corresponsabile del cammino di tutta l’Associazione dando il proprio contributo di idee e di collaborazione partecipando alle riunioni del Consiglio nazionale. Cercherà di individuare persone motivate ad assumersi responsabilità nella vita dell’Associazione.
  • Indice e presiede i Consigli Regionali, dopo attenta preparazione condotta con l’aiuto dell’Assistente regionale.
  • Si prende cura di comunicare al Presidente Nazionale data e programma dei Consigli e dei Convegni regionali.
  • Cerca occasioni di incontro con i Vescovi, in accordo con il Presidente e l’Assistente diocesano, perché nelle rispettive diocesi sia facilitata e sostenuta la vita dell’Associazione.
  • Segue, sostiene, cerca di essere presente nella regione e nelle diocesi per dare maggiore forza alle Associazioni diocesane, mantiene i contatti con i Presidenti diocesani.
  • Si rende partecipe dei momenti belli che vivono le Associazioni, ma anche dei momenti di difficoltà, delle situazioni di sofferenza, di malattia, di morte.
  • Aiuta i Presidenti diocesani ad accettare la loro funzione come una risposta d’amore al Signore; ascolta i loro problemi e difficoltà per cercare di superarli.
  • Si impegna a collaborare con la redazione della Rivista e cerca anche altre persone per inviare materiale da pubblicare. Segnala tempestivamente eventuali disguidi postali o cambi di indirizzo.
  • Segnala alla Presidenza Nazionale problemi, difficoltà, gioie, sofferenze che possono essere condivise da tutti.
  • Studia il modo di proporre l’ideale della vocazione al servizio del prete, cercando di individuare tutte le possibilità che si possono aprire.

 

Il Presidente Diocesano

 

  • Conosce e ama la vocazione e il ministero dei Collaboratori Familiari del Clero.
  • Accetta l’impegno di essere segno e strumento di unità per tutta l’Associazione, confidando unicamente nella grazia del Signore e nell’assistenza materna della Madonna, che contempla nel mistero dell’Annunciazione.
  • Cura la propria vita spirituale con la preghiera, la frequenza ai Sacramenti, l’approfondimento della propria fede.
  • Prega ogni giorno per l’Associazione affidando al Signore e alla Vergine dell’Annunciazione i Collaboratori Familiari e tutti i sacerdoti.
  • Arricchisce la vita di fede con la condivisione delle gioie e dei dolori della Chiesa e dei problemi e delle sofferenze di tutta l’umanità.
  • Convoca e presiede il Consiglio diocesano.
  • Promuove l’inserimento dell’Associazione nella pastorale diocesana, assicurando anche il dialogo con le strutture pastorali della Diocesi (consulta dei laici, ecc.).
  • Tiene i collegamenti con il Consiglio Regionale e con il Consiglio Nazionale.
  • Segue gli Associati con premura e cerca di far vivere nell’Associazione uno spirito fraterno.
  • Contatta i genitori dei nuovi sacerdoti e, dove è possibile, dei seminaristi teologi, in accordo con il Rettore del Seminario.
  • Si rapporta al proprio Vescovo con la dovuta discrezione e spirito di obbedienza.
  • Si impegna ad una collaborazione fattiva gli organismi diocesani di pastorale.
  • Studia il modo di proporre l’ideale della vocazione al servizio del prete, cercando di individuare tutte le possibilità che si possono aprire.
  • Manda al Coordinatore regionale e all’Assistente regionale gli inviti (lettere di convocazione) che invia ai Collaboratori Familiari della propria diocesi.
  • Cura che la Rivista sia divulgata, letta e compresa dai Collaboratori Familiari. Segue gli abbonamenti e segnala tempestivamente alla Direzione della Rivista eventuali disguidi.

 

L’Assistente ecclesiastico, ai vari livelli

  • È sempre nominato dal Vescovo in sede diocesana o dai Vescovi in sede nazionale o regionale, su proposta dei Consigli associativi, divenendo così strumento di comunione tra l’Associazione e la Chiesa.
  • Conosce e ama la vocazione e il servizio dei Collaboratori Familiari del Clero.
  • In sintonia con il Consiglio diocesano cura gli itinerari formativi con una duplice attenzione: una alle linee pastorali del proprio Vescovo e dei Vescovi italiani, l’altra alle proposte dell’Associazione attraverso la Rivista.
  • Promuove la crescita spirituale dei soci animando gli incontri di ritiro e formazione in accordo con i Consigli associativi ai vari livelli.
  • In sede diocesana rende presente il ministero e la sollecitudine del Vescovo e del presbiterio e fa presente ad essi le esigenze dei Collaboratori Familiari.
  • Partecipa alle riunioni del Consiglio diocesano, regionale o nazionale; accompagna i lavori con il saggio consiglio ma non ha diritto di voto.
  • Collabora, per quanto gli è richiesto, alla Rivista associativa e ne promuove la lettura e la comprensione presso i Collaboratori Familiari e altri interessati.
  • Si fa interprete, presso i confratelli della diocesi, del significato della vocazione dei Collaboratori Familiari del Clero come risposta ai bisogni personale e di ministero del prete, in un rapporto diretto e corresponsabile.

 

 

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