RINASCITA, GENTILEZZA e BELLEZZA


INCONTRO COLLABORATORI FAMILIARI DEL CLERO DEL TRIVENETO – 14 aprile 2026


Eppure, la giornata era cominciata sotto una pioggia invadente che nulla però ha tolto alla gioia di incontrarci, di salutarci per iniziare puntualmente l’incontro organizzato a Vicenza, presso il Santuario della Madonna di Monte Berico, in occasione dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, accolta dai Collaboratori familiari per fare un pellegrinaggio focalizzato sul rinnovamento spirituale.

Il Santuario nasce in seguito alle apparizioni della Madonna a un’umile donna del luogo Vincenza Pasini, chiedendole la costruzione di una chiesa dedicata a Lei per far cessare la peste che flagellava Vicenza. La prima chiesa venne costruita nel 1428, venne ampliata in seguito e nel 1904 il Santuario che è il cuore spirituale di Vicenza, fu elevato a basilica romana.

L’incontro inizia con la presentazione dell’itinerario artistico spirituale denominato “Cammino lungo la via della bellezza” che si compirà all’interno del Museo d’arte sacra, collocato dentro l’antico convento custodito sin dal 1435 dai religiosi dell’Ordine dei Servi di Maria. Una pala ricorda uno dei frati fondatori che ricevette di notte una mistica chiamata dalla Madonna che lo invitava a recarsi a Vicenza per custodire il Santuario sia in tempi di pace che di guerra.

Al termine del percorso espositivo, che comprende oltre 500 opere datate tra il XIV e XXI secolo, con collezioni pregiate di suppellettili e paramenti liturgici legati alla spiritualità dei Servi di Maria, si può ammirare una raccolta di icone di origine greca, russa e neobizantine. Le origini della biblioteca risalgono al XVII secolo, ha un patrimonio bibliografico di circa sessantamila volumi con sezioni di teologia, patristica, storia, arte, scienze umane, letteratura.

Il complesso ospita in fondo all’ex refettorio l’impressionante tela di Paolo Veronese “La Cena di San Gregorio Magno” di 40 metri quadrati, realizzata nel 1572, conservata nella sua collocazione originaria. Papa Gregorio Magno invita dodici pellegrini, compreso il Cristo la cui presenza è rivelata dal suo riflesso in un piatto d’argento. La ricchezza dei dettagli di quest’opera contribuisce a creare un’atmosfera di raffinatezza. Ma il Veronese con la sua abilità narrativa, nello svelamento del Cristo riesce a cogliere profonda emozione e sacralità, richiamando la pratica della carità come fondamento della vita cristiana.

Nel santuario sono già tutti in preghiera, con lo sguardo rivolto alla Vergine per invocare grazie, ma soprattutto la Pace. C’è l’introduzione del Coordinatore regionale del Triveneto, Giampaolo Padovan che, rivolgendo un augurale benvenuto di pace a tutti i partecipanti provenienti dalle Diocesi di Bologna, Cesena-Sarsina, Chioggia, Milano, Padova, Treviso e Vicenza, ringrazia per l’accoglienza e la disponibilità la Comunità dei Servi di Maria insieme ai volontari che hanno accolto il gruppo con cordiale amicizia.

Ringrazia il Vescovo di Vicenza Monsignor Giuliano Brugnotto che presiederà l’eucaristia, i sacerdoti assistenti dei diversi gruppi diocesani e i coristi provenienti da diverse corali dell’Unità pastorale di Dueville uniti per l’occasione.

Presenta l’Associazione Collaboratori Familiari del Clero oggi qui a celebrare il suo Giubileo Mariano e della Rinascita che richiede un rinnovamento spirituale. Precisando lo specifico dell’associazione come impegno di vicinanza ai preti e auspica uno sforzo maggiore nella creazione di nuovi rapporti di collaborazione con le persone che a loro volta, già offrono servizi volontari ai sacerdoti. Lo scopo è quello di rendere visibile questa corresponsabilità condivisa in spirito sinodale, consapevoli che la scelta alleggerirà i pesi di ciascuno in quanto condivisi con gli altri. Affidiamo alla protezione di Maria i nostri propositi e il nostro impegno invocando lo Spirito di Dio perché accompagni il nostro cammino.

Il Vescovo pronuncia una profonda omelia riportata in queste pagine, sottolineando il dono della vocazione ad essere accanto ai preti con atteggiamento di speranza, fondata sulla fede che ascolta, ma anche corregge con mitezza. Riferendosi al canto del Magnificat proclamato nel Vangelo invita ad invocare la Vergine di Monte Berico, perché ci faccia diventare portatori di Cristo infondendoci la fretta della carità, la stessa che ebbe Maria nell’andare a servire Elisabetta.

Una pioggia meno insistente ci accompagna al pranzo presso l’ex Seminario, dove un inanellarsi di portici e di cortili ci conduce alla sala da pranzo: è il luogo adatto per scambiare amichevoli saluti e intessere relazioni con altri familiari.

Viene condiviso un pranzo fraterno, nella sobrietà dei ritmi richiesti dalla solennità del luogo.

Continuiamo l’incontro che prosegue, secondo il programma con le proiezioni di filmati che ricordano spezzoni degli incontri associativi nazionali. Giampaolo, riprendendo le fila del pellegrinaggio dello scorso anno a Sotto il Monte sottolinea come la nostra condizione sia ancora quella di essere pellegrini collegati dall’esperienza della preghiera. Viene proiettata la statua quattrocentesca posta dietro l’altare di Monte Berico, riproducente il tema iconografico della Mater Misericordiae, sotto il cui manto stanno i supplicanti e si recita la preghiera anche come atto di gentilezza profondo, capace di promuovere la “gentile” delicatezza nelle relazioni umane. Questo passaggio è spiegato dalla coincidenza che in questo 2026 Vicenza è stata nominata “Capitale di Costruiamo Gentilezza”. Come ha detto il Vescovo Giuliano: “La gentilezza nella quotidianità permette di interrompere le catene di violenza e di odio”.

Giampaolo ricorda il tema di questo incontro del Triveneto “Giubileo della Rinascita” che si associa all’esortazione spirituale che è l’anima di questo Santuario: nati per rinascere!

La Madonna apparve a donna Vincenza 600 anni fa, in un tempo storico drammatico, quello della peste nera, donando le grazie divine con un messaggio di speranza e di riscatto, così ora come allora la rinascita è una liberazione dalle carceri interiori della paura, della sfiducia, dello sconforto, dell’indifferenza e dell’egoismo che aggrediscono e debilitano il nostro spirito, recando danno alla nostra personale salute fisica e a quella della società. Per rinascere si intende ricostruirsi insieme come comunità fraterna e solidale, fatta da molte membra e da tanti talenti diversi, messi consapevolmente al servizio di tutti, soprattutto dei più fragili. Questo pellegrinaggio diventa gesto simbolico, si sale sul Monte per cercare luce e consolazione, si scende in città per tornare alle responsabilità quotidiane, ciascuno nel proprio ruolo con uno sguardo rinnovato sul bene comune” (cit. Vescovo Giuliano).

L’ultima parte della giornata è dedicata all’incontro con fra Stefano Bordignon dell’Ordine dei Servi di Maria che è stato ordinato Prete a Vicenza nel 2010 e che oggi ha 54 anni. Dal 2018 vive nel piccolo convento della Santissima Annunciata di Rovato in provincia di Brescia, da dove è arrivato oggi, si dedica in particolare all’accompagnamento spirituale delle persone che a lui si rivolgono.

Tra le proposte che contraddistinguono il suo ministero emerge il servizio di evangelizzazione che svolge attraverso i suoi canali YouTube da cui la definizione di “Frate You Tuber” pensate che una volta, da noi qui in Veneto, si diceva non capisci un tubo, non vali un tubo ma con una comunità virtuale che conta più di un milione e quattrocentomila utenti (followers) come si fa a dire caro fra Stefano “non vali un Tubo”.

Qui di seguito un breve estratto di quanto abbiamo ascoltato iniziando proprio dal saluto che fra Stefano porge a chi incontra.

“Abbi cura di te”, un invito semplice e immediato a vivere in pienezza ogni giorno. Semplice, ma non scontato. A tutti noi, infatti, capita di perdere di vista le cose belle che stanno proprio sotto i nostri occhi: una passeggiata nella natura, una chiacchierata con un amico, la parola gentile di uno sconosciuto; presi dalla frenesia del quotidiano e dai continui impegni, non siamo più capaci di gustare ciò che la vita ci offre. Eppure, è sempre più grande e comune il bisogno di fermarsi, di respirare, di ritrovare l’equilibrio.

Chi si rivolge a lui, online o in presenza, si rivolge per ritrovare la via verso la serenità, offrendo pensieri e riflessioni con cui confrontarsi e spronandoli a comprendere se c’è qualcosa da aggiungere, da togliere o da risanare nella propria interiorità. È proprio dall’incontro con le tante persone aiutate negli anni che fra Stefano ci mostra come far fiorire il bene che è presente dentro di noi, entrando nel profondo dell’esperienza umana per portarvi la luce.

Giampaolo ringrazia la Presidente Nazionale e i responsabili di alcune Diocesi, omaggiandoli con la guida del Santuario di Monte Berico e regalando una bandiera riproducente il logo dell’Associazione Collaboratori Familiari del Clero.

È stata un’intensa giornata di profondo livello artistico e spirituale, che ha saputo coniugare il percorso artistico come forma di evangelizzazione e la gentilezza come necessaria cura per conservare i luoghi e l’interiorità del cuore.

Un grazie sincero a tutti i partecipanti.