SALUTO DEL VICARIO EPISCOPALE PER LA PASTORALE DELLA DIOCESI DI TORINO

Carissimi Familiari del Clero,

è un piacere per noi incontrarvi e conoscervi. Innanzitutto porto il saluto da parte dell’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia e anche dall’ausiliare Mons. Guido Fiandino. Avrebbe dovuto essere lui a rappresentare il vescovo ma purtroppo in questo momento è impossibilitato e così dopo i grandi ci sono gli altri e quindi sono venuto io.

In Piemonte le parrocchie con più di un sacerdote hanno l’opportunità di avere in canonica una persona che collabora e si occupa della conduzione della casa canonica. Purtroppo questo avviene solo per poche parrocchie che hanno ancora il vice parroco e magari un prete anziano. Dove c’è solo il parroco non c’è la collaboratrice, non ci sono i genitori. Faccio il mio esempio: io metto i panni  in lavatrice e poi ci sono due donne che stirano la biancheria a casa loro. Per il pranzo e la cena vado in seminario, che è vicino; quando il seminario è chiuso faccio da me. La situazione del Piemonte è più o meno tutta così.

La vostra Associazione è certamente bella e importante perchè offre la grazia di avere una persona che stia vicino al prete, che gli faccia sentire la vicinanza  umana e spirituale nella vita concreta di ogni giorno.

Penso proprio a questi nostri tempi in cui il sacerdote è chiamato ad affrontare più fatiche rispetto al passato perché è diminuito il numero dei preti; spesso i sacerdoti hanno anche più ministeri, più parrocchie e quindi avere accanto una persona che possa aiutarlo, possa attenderlo, sono cose che dal punto di vista umano ti fanno sentire a tuo agio, in famiglia. A volte si danno per scontate ma quando ci si ritrova soli ci si accorge di quanto sono importanti, di quanto aiutino.

Dopo il saluto, ovviamente, il grazie per quello che siete e che fate, per quello che testimoniate, che potete testimoniare nella parrocchia dove appunto c’è il rischio che il prete sia visto solo nel suo aspetto funzionale. A cosa serve, che cosa fa? Spesso il suo aspetto personale, umano, viene un poco dimenticato.

Grazie ancora, buona cammino, buon Convegno.

Don Roberto GOTTARDO